Il Castagnaccio

Il Castagnaccio: da Wikipedia  (localmente conosciuto anche come castignà, migliaccio, baldino, ghirighio o patona) è una torta di farina di castagne tipica delle zone appenniniche di Piemonte, Liguria, Toscana, Emilia e Romagna, Calabria Silana e Crotonese (prende il nome di “pani di castagna”, cioè pane di castagna) Inoltre, viene preparato nell’isola di Corsica.

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Nonostante la diffusione e la fama del Castagnaccio, Pattona o Pattuna a Cremona, mi sono resa conto di non aver mai presentato la versione Cremonese. Non ho mai parlato della ricetta di famiglia, della tradizione e dei ricordi legati a questo straordinario dolce.
Grazie alla piacevole visita di Melissa ed Emanuele, mi sono lanciata in una nuova interpretazione della ricetta di famiglia; è stato un piacere poter offrire una Pattona originale, semplice ma con un pizzico di….
Sono cresciuta gustando ed apprezzando la Pattona di mia madre; come tradizione ogni famiglia possiede la propria ricetta e viene tramandata e rispettata.
La ricetta di famiglia era in assoluto la mia preferita, leggermente più asciutta rispetto alla Pattona in vendita nei negozi di orto-frutta o nei carretti di caldarroste, più corposa, meno spugnosa.
Le differenze tra i due dolci per me erano difetti; non ho mai acquistato la Pattona, l’unica che divoravo con avidità era quella di casa.
Il segreto: mia madre, preparava la pastella aggiungendo una parte di latte. La consistenza e il sapore cambiavano completamente, non era necessario aggiungere zucchero e la pattona risultava meno viscida e spugnosa.
Ho sempre seguito la ricetta di famiglia, sino a quando diventata vegana ho cercato di creare la mia personale interpretazione.
Eccola… La Pattona.
Ho mantenuto le caratteristiche fondamentali, ma con l’aggiunta di un pizzico di….
La Pattona si è trasformata, si percepiscono tutte le sfumature di sapori, la naturale dolcezza delle castagne si arrotonda e prende corpo, al palato risulta dolce, aromatica con un piacevole retrogusto pungente e sarà davvero impossibile limitarsi, vi conquisterà totalmente.
La ricetta del Castagnaccio su Il Giornale.it in un bellissimo articolo ricco di notizie e appronfondimenti.

Ingredienti:
250 gr di farina di castagne
150 ml latte di mandorle
250 ml di acqua gasata
70 gr di uvetta ammollata
pinoli a piacere
2 rametti di rosmarino
2 cucchiaini di cannella in polvere
1 cucchiaino raso di noce moscata
1/2 cucchiaino di semi di coriandolo macinati
1/2 cucchiaino di pepe bianco
2 cucchiai di olio di semi di girasole spremuto a freddo

Preparazione:
In una capace ciotola setacciate la farina di castagne, aggiungete le spezie, l’olio e allungate con il latte di mandorle miscelando con una frusta.
Aggiungete l’acqua versandola a filo e amalgamando per evitare la formazione di grumi.
Valutate la densità della pastella: deve risultare fluida, sollevando la frusta l’impasto colerà a nastro.
Aggiungete l’uvetta strizzata ed asciugata, trattenendone da parte 1 cucchiaio per la guarnizione finale.
Amalgamate e versate l’impasto in una teglia precedentemente oliata del diametro di 20 cm.
Completate cospargendo la superficie con l’uvetta rimasta, i pinoli, il rosmarino ridotto a piccoli ciuffetti e un filo d’olio.

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Preriscaldate il forno a 180°C.
Infornate la Pattona e cuocetela per 15 minuti coprendo la superficie con un foglio di allumino; al termine scoprite e proseguite per altri 15 minuti. Prima di sfornare controllate con uno stecchino e valutate la consistenza della superficie: si devono formare delle piccole crepe e una leggera crosticina.

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Fate raffreddare e servite. Se vi avanza….. il giorno dopo sarà ancor più buona!!!

14 commenti su “Il Castagnaccio”

  1. Feli sei semplicemente superlativa…. era da non so quanti anni che non assaggiavo una pattona così, davvero… i miei più sinceri complimenti per la ricercatezza dei sapori che si esaltano l’uno con l’altro! sei un genio della cucina! Un abbraccio Melissa

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  2. Caspita che disdetta non avere la farina di castagne in dispensa! Appena la recupero voglio provare la tua versione che mi sembra golosissima con il latte di mandorle!

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  3. Mitica la Patuna! Nin vedo l’ora di trovare la farina di castagne per provare la tua versione speziata mi intriga proprio tanto Sei mitica Feli!
    Buone feste alla tua famiglia u abbraccio forte

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    • Carissima, anche da voi Patuna!!! bellissimo…. sono certa che questa versione ti conquisterà, noi ne siamo entusiasti. Grazie di cuore, un abbraccio. Buone feste a te e a tutta la tua meravigliosa famiglia 🙂

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  4. Grazie della ricetta, già fatta qualche volta: siamo tornati da un giro in Toscana con qualche sacchetto di farina di castagne e la tua ricetta è la migliore che abbiamo trovato.
    Ho giusto alcune domande da farti:
    – Si può sostituire l’acqua gassata con acqua normale, mettendo un cucchiaino di lievito da dolci? A naso le due cose dovrebbero essere equivalenti – anidride carbonica per gonfiare l’impasto – e mi secca comperare l’acqua in bottiglia, lo trovo uno spreco insensato dei tempi moderni.
    – A che cosa serve tenerlo coperto per 15 minuti con la carta d’alluminio? Anche qui mi secca sprecare l’alluminio, se non so a cosa serve…

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    • Ciao Roberto, strepitoso acquisto, per un super castagnaccio, mi fa piacere che la mia ricetta ti piaccia, per quanto riguarda il lievito sinceramente lo sconsiglio, si rischia di ottenere un risultato lievitato anzichè morbidoso e umido. Puoi evitare di usare l’acqua gasata al massimo aggiungi pochissimo bicarbonato, ma proprio pochissimo, esagerando si gonfia troppo.
      Per quanto riguarda la copertura è utile per evitare che la superficie si asciughi troppo e permette al castagnaccio di cuocersi perfettamente all’interno, ma se il tuo forno ti assicura lo stesso risultato anche senza copertura puoi tranquillamente evitare. Nel mio non è possibile. Spero di aver chiarito i tuoi dubbi, nel caso sono a tua disposizione.

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